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lenticchie con frutti di mare (antica Roma)

Lenticchie con frutti di mare

Un’altra ricetta con lenticchie, come la precedente di lenticchie e castagne, sempre di Apicio (si veda “minestra d’orzo e costine”), ma questa volta si passa dai monti al mare. Non bisogna pensare che il pesce potesse essere consumato solo vicino al mare, dato che le ottime strade dell’impero e i fiumi navigabili permettevano rapidi spostamenti all’interno e il cibo poteva essere tenuto al fresco con neve e ghiaccio. Anche nelle case esistevano apposite stanze dove la neve stipata si conservava quasi per un anno intero (uso del resto scomparso solo in tempi relativamente recenti, con la comparsa dei frigoriferi). Nei mercati esistevano addirittura delle vasche per tenere i pesci vivi. Il pesce circolava anche in salamoia o conserve, provenienti soprattutto dalla Spagna.

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 g di lenticchie;
  • 1 l d’acqua;
  • Un quarto di cucchiaino di pepe;
  • Mezzo cucchiaino di cumino;
  • Mezzo cucchiaino di coriandolo;
  • 1 cucchiaio di menta tritata;
  • 1 cucchiaio di Campari[1];
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 1 cucchiaio di aceto;
  • 1 cucchiaino di miele;
  • 2 cucchiai di colatura di alici o salsa di pesce vietnamita[2];
  • 1 cucchiaio di marsala;
  • 100 g di frutti di mare misti precedentemente cotti;
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva.

Preparazione:

Mettere a bagno le lenticchie il giorno prima. Lessarle per circa 40 minuti (i tempi variano in base al tipo di lenticchie) e scolarle. In un contenitore unire il pepe, il cumino e il coriandolo macinati, la menta tritata, il Campari, il sale, l’aceto, il miele, la colatura di alici, il marsala e i frutti di mare cotti precedentemente e tritati. Unire il composto alle lenticchie e scaldare il tutto per altri 5 minuti. Condire con olio extra vergine di oliva.

[1] Sostituto della ruta.

[2] Equivalenti del garum.

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