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spezzatino di cinghiale (antica Roma)

Spezzatino di cinghiale (Aliter in apro)

Ricetta di Apicio[1]. La caccia al cinghiale era molto praticata dall’aristocrazia greco-romana, in quanto prova di coraggio che permetteva di mettere in mostra la propria virtus. E’ nota infatti l’aggressività di questi animali e la loro pericolosità per l’uomo e, secondo il mito, proprio un cinghiale inferocito aveva ucciso il bellissimo Adone, amante di Venere: l’aveva mandato contro di lui il geloso Marte, a sua volta amante della dea. Comunque, a partire dai tempi di Alessandro Magno, diventa di moda farsi rappresentare intenti in questa caccia, e nella caccia in generale, come nel dipinto sulla presunta tomba del padre di questi Filippo II. Anche a Roma questo tema artistico aveva fortuna in ambito privato, ma fu l’imperatore Adriano a portarlo anche nelle rappresentazioni ufficiali. Sicuramente, dopo essere stato cacciato, il cinghiale era anche mangiato. Vediamo una ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 800 g di cinghiale;
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva;
  • 1 cucchiaio di farina;
  • Mezzo litro d’acqua;
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 1 foglia d’alloro;
  • 2 cucchiai d’aceto;
  • 1 cipolla[2];
  • 6 datteri essiccati;
  • Mezzo cucchiaio di sedano tritato;
  • 1 cucchiaio di origano;
  • 1 cucchiaio di pinoli;
  • Un quarto di cucchiaino di cumino tritato;
  • Mezzo cucchiaino di miele;
  • Un cucchiaino di senape;
  • Un quarto di cucchiaino di pepe nero;
  • 2 cucchiai di colatura d’alici o di salsa di pesce vietnamita[3].

Preparazione:

Tagliare la carne a cubetti. Rosolarla in 2 cucchiai d’olio, spolverizzare con la farina, salare, aggiungere la foglia d’alloro e bagnare con l’acqua e un cucchiaio di aceto. Abbassare il fuoco e lasciar cuocere per un’ora e un quarto, mescolando di tanto in tanto. Nel frattempo, tritare la cipolla e farla appassire in un pentolino con 2 cucchiai d’olio. Snocciolare e tagliare a pezzetti i datteri e aggiungerli alla cipolla assieme al sedano tritato, all’origano, ai pinoli, al cumino, al miele, alla senape, a un cucchiaio d’aceto, al pepe e alla colatura d’alici o salsa di pesce. Far cuocere a fuoco lento per 10 minuti. Quando il cinghiale sarà cotto, aggiungervi questa salsa e far scaldare il tutto.

 

[1] Su questo autore vedi la ricetta minestra d’orzo e costine.

[2] In sostituzione del silfio, pianta della Cirenaica ormai estinta.

[3] Sostituti del garum.

Tondo dell’imperatore Adriano con scena di caccia al cinghiale, Roma.

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